26/10/2020

La vita è veramente piena di sorprese. Si capiscono con il tempo e negli anni il mosaico della vita si compone. Aveva ragione Madre Teresa quando diceva che siamo matite nelle mani di Dio. Ho scelto di studiare Scienze Ambientali proprio trent’anni fa, qui a Ca’ Foscari. Senza un perché chiaro, ma sentivo una gioia e una spinta dentro di me verso questo nuovo corso di laurea e oggi, 20 ottobre 2020, mi trovo a partecipare all’incontro internazionale di Preghiera per la Pace con i leader religiosi mondiali. Di cosa parlano? Di ambiente e di green. Sono le grandi sfide del mondo: prendersi cura della Terra, della nostra casa comune, agire e adoperarsi per proteggerla, soprattutto in questo anno devastato dal Covid.

Il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli afferma che dobbiamo sovvertire l’ordine normale e trovare il vero senso di Dio. Tornare ai quattro elementi fondamentali: acqua, terra, fuoco e aria. E ricordarci che possiamo vivere solo perché questi elementi contribuiscono ad un equilibrio che, oggi, è possibile solo pensando che il mondo è la casa comune. Solo in questo paradigma troviamo Dio e l’uomo creato a sua immagine e somiglianza. La casa comune è come uno specchio dove troviamo l’immagine del nostro fratello, in ogni essere umano troviamo il frammento di Dio. É tutto molto semplice. L’ecologia che tanto ho studiato è la presenza Divina sulla Terra.

In questo anno segnato dal Covid avevo lanciato l’hashtag #cambioparadigma e ogni giorno mi sono interrogata da dove partire e come innescare il cambiamento. Durante il periodo del lockdown la nostra Terra aveva sofferto di meno: aria pulita, acqua pulita, nessun evento climatico estremo, ma questa ondata positiva si è scontrata con una recessione economica globale che ha toccato tutti, anche chi pensava di essere indenne da questi problemi di salute ed economici. Quel famoso venti per cento della popolazione che mangia anche per il restante ottanta per cento .  Allora è arrivato il momento di capire che bisogna cambiare il nostro modo di vivere e di essere, con la consapevolezza che la Terra è la Casa Comune: siamo tutti fratelli su questo pianeta!

I leader religiosi che ho avuto la fortuna di ascoltare da vicino si sono uniti come veri fratelli. L’ho sentito e l’ho visto con i miei occhi. Anche il rabbino capo di Francia ha ricordato che l’essenziale è non avere paura e che sono sempre validi i principi liberté, egalité, fraternité e conseguentemente è necessario restituire ai poveri quello che è stato a loro sottratto. Si, perché noi abbiamo deturpato la terra con la nostra avarizia e ci siamo arricchiti rubando il cibo e le materie prime ai popoli già impoveriti rendendoli ancora più poveri. Il Segretario del Comitato Superiore della Fraternità Umana, musulmano, mi ha stupito quando ha affermato che i musulmani tendono la mano verso il Papa. Si è scusato della morte di quel professore di storia parigino recentemente assassinato, non riconoscendosi in quel modo di agire.

La fraternità che ho respirato in quelle ore avrei voluto che venisse subito diffusa tra i giovani, tra chi odia i migranti, tra noi adulti quando ci dividiamo per motivi economici o religiosi. Il Covid ci sta facendo vivere un incubo terrificante, nessun popolo ne sta uscendo indenne così come ogni economia, ma da anni stavamo vivendo un incubo ancora maggiore, quello della discriminazione e del razzismo che distrugge le coscienze. Con il Covid ci siamo resi conto che la Casa è Comune.

Mi sono commossa a sentire l’affermazione che ho nel cuore da sempre: facciamo tornare alla gente il sorriso. Questo è possibile solo se crediamo in Dio e nella fratellanza umana.

Nel suo intervento il buddista Soto Zen ha ricordato, con racconti semplici ed incisivi, che la nostra coscienza può decidere per il bene e che nessuno può raggiungere la felicità senza entrare in relazione con gli altri. Insegnamento che oggi sentiamo molto forte in questo anno in cui l’astinenza dagli abbracci è quotidiana. Questo non vuol dire che dobbiamo uscire infelici dal Covid, dobbiamo invece rafforzarci perché abbiamo capito tutti una grande verità: la Terra è la nostra Casa Comune e dobbiamo prendercene cura, dobbiamo disarmare i nostri cuori e percorrere il cammino della vita in fraternità.

Chi ci darà la forza per camminare così? La risposta arriva dal leader induista: la preghiera. Solo con la preghiera possiamo ottenere la pace e rimanere fratelli. Il popoli della Terra sono un’unica grande famiglia che deve rimanere unita. L’unica lotta è quella che dobbiamo intraprendere insieme per la salvaguardia dell’ambiente e la protezione umana. Il Papa, che ci ha appena regalato l’enciclica “Fratelli Tutti”, ci ricorda che il comandamento della pace è scritto nel profondo delle tradizioni religiose. Nel profondo dei nostri cuori. “Nessuno si salva da solo”.


Gabriella Chiellino

Presidente di eAmbiente
Presidente del Comitato Sostenibilità Gruppo Acea

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